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Dieci buoni propositi per vivere bene in dialisi anche nel 2018.

Sport e yoga, ecografie e TAC, esami e visite. Aspettando il trapianto nell'anno nuovo.

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Lo avete aspettato con entusiasmo e finalmente è arrivato il 2018!
L'occasione di iniziare un nuovo anno e realizzare tutte le cose continuamente rimandate. Dopo quella della National Kidney Foundation per la prevenzione delle malattie renali,  ecco ripresentata un'altra occasione pert tutti:  la lista dei dieci migliori buoni propositi per l’anno nuovo dedicata ai pazienti in trattamento sostituivo renale, sia in emodialisi che in dialisi peritoneale.
  1. MENS SANA IN CORPORE SANO: camminare quotidianamente migliora il benessere fisico e mentale dei pazienti in dialisi. Infatti, riportando una recente ricerca pubblicata on-line nel Journal of American Society of Nephrology, un semplice programma incrementale, a partire da un paio di minuti di cammino al giorno, sembra apportare grande beneficio. Il Dott. Zoccali del CNR di Reggio Calabria ha confermato che pazienti uremici, non solo possono migliorare le proprie performance con l’esercizio, ma con l’allenamento possono migliorare il proprio stato mentale. La ridotta capacità  funzionalità fisica è forse il più diffuso ed invalidante disturbo nei pazienti con malattia renale avanzata ("deconditioning"),  semplici programmi di esercizio fisico domiciliare possono migliorare enormemente la qualità di vita dei  pazienti in dialisi.
  2. CONTROLLARE I RENI: nel  1977 venne segnalato  per la prima volta che alcuni pazienti in dialisi sviluppavano cisti multiple nei reni residui (malattia cistica renale acquisita), oggi sappiamo che questo può manifestarsi in pazienti sia in emodialisi che in peritoneale, che può colpire sia i reni nativi che quelli trapiantati sede di rigetto cronico e che può presentarsi in tutte le forme di insufficienza renale cronica. L’incidenza di queste cisti è correlata non tanto all’età del paziente , quanto alla durata della dialisi o dell’insufficienza renale cronica. Le cisti possono crescere, rompersi o infettarsi ma l’aspetto particolarmente importante  di questa condizione è  lo sviluppo di tumori renali. Complessivamente, l’incidenza di neoplasie renali maligne nei pazienti dializzati sarebbe 3-6 volte quella della popolazione generale corretta per l’età. Poiché il carcinoma renale è una seria complicazione è stato raccomandato lo screening mediante ecografia  dopo 3 anni di trattamento dialitico, con ulteriori indagini ad intervalli di 1-2 anni.
  3. A VOLTE PIOVE SUL BAGNATO: soffrire di una patologia che richiede la dialisi per vivere non garantisce l’immunità da altre patologie!  recenti osservazioni hanno dimostrato che molte donne  con malattia renale avanzata non ricevono lo screening raccomandato per la prevenzione del cancro del seno o dell’utero, pur trovandosi ad affrontare un rischio maggiore rispetto alle donne nella popolazione generale. I risultati, pubblicati recentemente su CJASN da un team guidato da Germaine Wong, PhD, dell'Università di Sydney, attestano il cancro come una importante causa di malattia e di morte nei pazienti con malattia renale cronica, con una prevalenza di circa due volte superiore rispetto alla popolazione generale. L'aumento del rischio sembra essere specifico per il tratto urinario (in particolare per neoplasie virus-correlate), quello digestivo e tumori al seno, senza dimenticare per gli uomini la prostata. Pertanto, lo screening del cancro della mammella  e della cervice uterina sono particolarmente importante nelle donne con malattia renale cronica.
  4. SMETTERE DI FUMARE: con la maggior parte dei luoghi pubblici (bar, ristoranti, discoteche, etc etc.) interdetti ai fumatori è la stagione giusta, complice il gran freddo, per smettere finalmente di fumare. Il fumo rallenta il flusso di sangue in ogni distretto (includendo il cervello ed il cuore) e rappresenta un fattore di rischio indipendente di mortalità cardiovascolare; inoltre peggiora direttamente ed indirettamente il controllo arterotensivo. Smettere può essere difficile, ma è uno dei più importanti cambiamenti dello stile di vita che si può fare per vivere meglio specialmente in dialisi.
  5. ISCRIZIONE E MANTENIMENTO IN LISTA DI TRAPIANTO: nel Lazio, incrociando i dati delle schede SIO, CRT, RDTL, si evince un tempo di attesa tra l’inizio della dialisi ed il trapianto di rene di 2041 giorni, ovvero circa cinque anni. Sono in corso stime per calcolare il tempo di attesa tra inizio della dialisi e la data di iscrizione in lista ma è indubbio che questo tempo rappresenti buona parte dell’attesa effettiva. Effettuare le visite e gli esami necessari per l’iscrizione ed il mantenimento in lista, soprattutto in certe Regioni, può essere difficile per chi è costretto a dedicare già una parte della propria vita alla terapia dialitica, ma questo è assolutamente prioritario. Perciò nel 2018 cornetta alla mano “bombardare” i CUP al fine di ottenere gli appuntamenti mancanti il prima possibile!
  6. PROTEGGERE IL CUORE: l'insufficienza cardiaca è un grave problema sanitario e la prognosi dei pazienti affetti è scarsa, tanto più se coesiste uno stato di IRC. La perdita di velocità di filtrazione glomerulare, come lesioni acute del rene o malattia renale cronica, predice in modo indipendente la mortalità e accelera la progressione complessiva della malattia cardiovascolare. È importante sottolineare che le malattie cardiache e renali interagiscono in maniera complessa, bidirezionale ed interdipendente, sia nelle regolazioni acute che croniche; definendo il setting della cosiddetta sindrome cardiorenale. Pertanto, citando il professor De Zeeuw: “tratta l’insufficienza renale per curare il tuo cuore!”: un check-up cardiologico avanzato è consigliato annualmente  a tutti i pazienti in trattamento dialitico.
  7. PRATICARE YOGA: la pratica dello yoga si sta dimostrando un ottimo rimedio per il controllo dei valori pressori, soprattutto nei pazienti affetti da pre-ipertensione. Le persone che hanno aggiunto questi esercizi ad uno stile di vita sano hanno osservato la caduta dei valori di pressione arteriosa. Secondo il cardiologo Dr. Ashutosh Angrish del Sir Gangaram Hospital di New Delhi, praticare yoga per un ora al giorno può impedire lo sviluppo di ipertensione ed, inoltre, aumentare il senso di benessere soggettivo. Ad ulteriore testimonianza anche una breve ma incoraggiante esperienza nel centro emodialisi di Tor Vergata del 2016, Roma.
  8. ORGANIZZARE I PROPRI DATI SANITARI: iniziando dall’armadietto dei medicinali per passare alle cartelle cliniche ed alla documentazione di laboratorio (ad es. esami dela sangue , urine, etc) o strumentale (ad es.: ecografie, radiografie, etc etc). Fare una lista di tutti i farmaci assunti, compresi eventuali supplementi vitaminici, integratori e farmaci da banco. A volte i farmaci e gli integratori possono interagire tra loro in modi diversi ed i vari specialisti coinvolti nella terapia del singolo paziente potrebbero non conoscere i consigli degli altri medici prescrittori. Fondamentale inoltre, mantenere la lista a portata di mano e presentarla ad ogni visita, condividendola con i medici di base e tutti gli specialisti allo stesso modo, non solo con il proprio nefrologo al Centro Dialisi. Conservare poi una copia di tutti i recenti risultati dei test medici in un unico luogo, come ad esempio una app mobile, uno schedario o una cartella.
  9. CONSIGLIARE UNO SCREENING A TUTTI I FAMILIARI: per la prima volta negli ultimi venti anni l’aspettativa di vita media nel mondo occidentale è in calo. Non è chiaro cosa ha contribuito a questo declino ma è certo che i tassi di mortalità per alcune malattie sono aumentati: essi comprendono le malattie cardiache, diabete e malattie renali. Le malattie renali rappresentano un grande problema di salute pubblica nella cronicità: è il killer silenzioso di cui pochissime persone conoscono l’esistenza: non se ne parla abbastanza nei media, non è argomento “rompi-ghiaccio” nelle conversazioni o cene informali, ed, ancora più importante, probabilmente non è un argomento presso lo studio del nostro medico di famiglia. Delle prime 10 malattie con il più alto tasso di mortalità le malattie renali si collocano in nona posizione (13.3 decessi per 100.000 persone nel 2015), ma assai più significativo dovrebbe essere il dato che un terzo della popolazione è a rischio di sviluppare una insufficienza renale. Proprio così: 1 su 3 di noi è a rischio di sviluppare malattie renali ma pochi di noi si rendono conto fino a quando non è troppo tardi e nulla può essere fatto per fermarlo. Basta un semplice esame delle urine ed il controllo della creatinina, il  medico generalista potrebbe poi valutare l'indicazione ad eventuali ulteriori accertamenti.
  10. ADERENZA DIETETICA E TERAPEUTICA: una recente  meta-analisi di studi di coorte in pazienti con insufficienza renale cronica (Healthy Dietary Patterns and Risk of Mortality and ESRD in CKD: A Meta-Analysis of Cohort Studies ) ha definito l’impatto dell’aderenza alle raccomandazioni dietetiche che limitano singoli nutrienti sui risultati clinici a medio e lungo termine. Prove emergenti confermano che i modelli alimentari sani sono associati ad una minore mortalità nelle persone con malattie renali in dialisi. In particolare una dieta normocalorica ed iperproteica (carne, pesce, uova), con ridotto apporto di zucchero raffinato ma ricca di fibre, a basso contenuto di sale, potassio (frutta e verdura) e fosforo (latte e suoi derivati) potrebbe essere lo strumento più efficace in grado di migliorare la vita delle persone uremiche. Inutile aggiungere l'importanza della terapia farmacologica associata alla dieta, a cominciare dai famigerati chelanti del fosforo fino ad arrivare alle resine a scambio per tamponare il potassio.

Anche in dialisi,  è consigliato prefiggersi obiettivi realistici e raggiungibili, magari graduali ed incrementali e non un approccio "tutto o niente".
Monitorare e misurare i propri progressi, scrivendo i gli obiettivi raggiunti ed i prossimi “passi” programmati, pare il miglior modo per prendersi cura di se stessi… e della propria salute.

Buon 2017...
  
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