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La proteomica può predire il rischio di malattia renale.

Dalla Svezia la scoperta di proteine associate alla diminuzione della funzionalità renale.

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La proteomica (PROTEins expressed by genOME.)consiste nell'identificazione sistematica di proteine e nella loro caratterizzazione rispetto a struttura, funzione, attività, quantità e interazioni molecolari. Questa branca delle scienze biologiche è inclusa nelle cosiddette scienze OMICHE che caratterizzano la Biologia dei sistemi. 

La proteomica sembra oggi essere in grado di offrire un modo per scoprire nuovi aspetti della patologia renale.
Infatti questa tecnica ha permesso al Dott. (PhD) Axel C. Carlsson, dell'Istituto Karolinska di Stoccolma in Svezia, e colleghi di identificare le proteine circolanti associate alla diminuzione della funzionalità renale. Queste proteine sono coinvolte nell’omeostasi del fosfato, nell’angiogenesi, nel rimodellamento della matrice extracellulare, nella disfunzione endoteliale e nei meccanismo apoptosici.

I ricercatori hanno valutato il profilo proteomica di 80 proteine usando un test statistico a variabili multiple in uno studio che ha coinvolto due grandi coorti di pazienti: il Prospective Investigation of the Vasculature in Uppsala Seniors Study (PIVUS; n=687, età media 70 anni, 51% donne) ed il Uppsala Longitudinal Study of Adult Men (ULSAM; n=360 uomini, età media 78 anni), entrambe con dati di follow-up di 5 anni sulla funzione renale stimata (eGFR). Le due popolazioni sono state messe a confronto al fine di valutare il ruolo delle singole proteine plasmatiche eventualmente coinvolte in malattie cardiovascolari (CVD) e infiammazione.

Dal PIVUS 28 proteine plasmatiche sono state associate significativamente al declino di eGFR annuale (slope), nel lavoro pubblicato a Luglio 2017 su Clin J Am Soc Nephrol, di cui 21 proteine sono state confermate, in modo significativo e dopo correzione per età , sesso, fattori di rischio cardiovascolare, farmaci assunti, ed il rapporto tra albumina e creatinina nelle urine anche nella popolazione già arruolata nello ULSAM.

In particolare nel sottogruppo di pazienti inizialmente normofunzione l’insufficienza renale cronica è comparsa durante il follow-up in 231 su 660 partecipanti allo studio PIVUS ed in 206 su 319 pazienti nello studio ULSAM. Undici delle 20 proteine prevedevano costantemente l'incidenza di malattia renale indipendentemente da tutti gli altri fattori nei pazienti con eGFR superiore a 60 mL / min / 1,73 m2 (quindi normale) al basale in entrambe le coorti.

"Il vasto numero di proteine associate indipendentemente al declino della funzionalità renale dimostra che questa è una malattia multifattoriale e altamente complessa” sostengono gli autori, "per questo la proteomica dovrebbe dare importanti contributi alla nefrologia clinica nei prossimi anni e potrebbe, accompagnata dalle altre “omiche” perfino facilitare lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie".
Visualizza il documento Proteomica Collegamnto esterno Use of Proteomics To Investigate Kidney Function Decline over 5 Years
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